Il blog di Maria Elena Tanca
Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva, Giovanni Lorusso, Marcello Lonzi, Eyasu Habteab, Mija Djordjevic, Francesco Mastrogiovanni. Sono solo alcune delle persone morte nelle carceri italiane. Sì, perché di carcere, in Italia, si muore. E a volte si muore anche durante un arresto, una manifestazione in piazza, un trattamento sanitario obbligatorio. Di questo si discuterà martedì 8 novembre alle 18 nell'auditorium del liceo scientifico "Enrico Fermi" di Alghero, in occasione della presentazione dell'ultimo libro di Luigi Manconi e Valentina Calderone "Quando hanno aperto la cella, Stefano Cucchi e gli altri". All'incontro, organizzato dal "Cantiere Sociale de l'Alguer", oltre agli autori Luigi Manconi e Valentina Calderone, parteciperanno Grazia Serra (nipote di Francesco Mastrogiovanni) e Natascia Casu (figlia di Giuseppe). L'obiettivo dell'iniziativa è riflettere su un sistema che va al di là degli apparati di polizia e penitenziari, fino a coinvolgere altri settori, come quello medico: il sistema "del sorvegliare e del punire".
Come afferma Gustavo Zagebrelsky nella prefazione del libro, "il massimo scandalo dello Stato di diritto è quando qualcuno che ha il potere assoluto su una persona, la fa morire". Vale a dire che, nel momento in cui lo Stato priva della libertà un cittadino, si fa garante della sua sicurezza e incolumità: la privazione della libertà non può e non deve diventare privazione della dignità e dei diritti umani. Da questo assunto di base si dipanerà il dibattito, che sarà coordinato dal giornalista de La Nuova Sardegna Costantino Cossu e introdotto dal consigliere comunale Valdo di Nolfo. Nel corso della serata, inoltre, l'attore, autore e regista Ignazio Chessa leggerà alcuni brani tratti dal libro.