Il blog di Maria Elena Tanca
Vogue bandisce l’anoressia dalle sue pagine. La bibbia della moda scende in campo per difendere la salute delle modelle con la campagna “The health initiative”. I 19 direttori delle edizioni internazionali di Vogue hanno deciso di far fronte comune per migliorare le condizioni di lavoro delle modelle e promuovere un’immagine sana del corpo femminile. Le edizioni americana, francese, cinese e britannica si adegueranno alle nuove linee guida già dal numero di giugno. Quella giapponese, invece, inizierà a seguirle dal mese di luglio.
Nel manifesto dell’iniziativa, pubblicato da Vogue Italia, i direttori si impegnano a “non usare consapevolmente” modelle sotto i sedici anni. Chiedono inoltre ai responsabili dei casting di controllare la carta d’identità delle ragazze prima dei servizi fotografici e delle sfilate e incoraggiano i produttori e gli incaricati delle selezioni ad assicurarsi che le condizioni di lavoro nel dietro le quinte siano buone. Non solo. Vogue si impegna a fornire supporto nell’organizzazione di programmi di mentoring in cui le modelle più anziane faranno da guida alle più giovani. E per finire i direttori delle riviste non useranno più modelle troppo magre e dall’aspetto poco sano.
Vogue è di certo un’autorità in fatto di moda, ma è difficile pensare che riesca a influenzare un’industria che ha fatto della magrezza un’ossessione. Senza l’adesione degli stilisti sarà problematico cambiare tale tendenza. Anche per questo nel manifesto si afferma che Vogue li incoraggerà a prendere in considerazione le conseguenze dell’uso di taglie “irrealisticamente piccole”, che limitano la varietà di donne fotografate e incoraggiano l’uso di modelle magrissime.