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Il blog di Maria Elena Tanca

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"Asinara revolution": storia di una rivoluzione in salsa sarda

 

Asinara-Revolution21.jpgLa rivoluzione partita dall’Asinara fa tappa ad Alghero, con la presentazione del libro autobiografico “Asinara revolution”, di Michele Azzu e Marco Nurra. L’opera ripercorre l’avventura dei due autori che, con il blog e il gruppo facebook “L’isola dei cassintegrati”, hanno dato vita alla prima vera lotta operaia mediatica di successo. Infatti, prima di loro già altri avevano provato a portare sulla Rete le battaglie operaie, ma senza riuscire a catalizzare su di sé l’attenzione dei mass media.

Le origini. Nella serata, organizzata dalla libreria Il Labirinto e moderata da Elias Vacca, i due giovani raccontano com’è nato il fenomeno “L’isola dei cassintegrati”: «La protesta degli operai della Vinyls per difendere la fabbrica del pvc a Porto Torres inizia un anno prima dell’occupazione dell’Asinara, con scioperi, manifestazioni, blocco degli aeroporti», spiega Azzu. Poi, la svolta. Dalla consapevolezza che è ingiusto provocare disagi a chi non ha colpe, nasce un’idea geniale: abbandonare le forme di protesta tradizionali.  Prima gli operai occupano la torre aragonese di Porto Torres, infine si auto recludono, il 25 febbraio 2010, nell’ex carcere di massima sicurezza dell’Asinara. Non solo: decidono di fare il verso a un noto programma di Rai2, L’Isola dei Famosi, che va in onda proprio in quei giorni.

Dal reale al virtuale. È qui che entrano in scena i due autori del libro: Michele, sassarese, laureato in Scienze della comunicazione e musicista, legge dell’iniziativa degli operai mentre si trova a Guilford per studiare il basso. Figlio di un tecnico di laboratorio della Vinyls, si sente toccato da vicino dalla protesta e ha un’intuizione: fondare una pagina facebook per sostenere i lavoratori. La chiama “L’isola dei cassintegrati” e inventa lo slogan “l’unico reality reale, purtroppo”. Poi, contatta un amico d’infanzia, Marco che, in quel periodo, fa il praticante in un noto quotidiano di Madrid, El Mundo. È così che il destino degli operai della Vinyls s’intreccia con quello dei due studenti sardi, scappati dall'isola perché convinti che lì sarebbe stato impossibile inseguire i loro sogni.

Il boom. Nel giro di due settimane la pagina facebook conta già 2000 iscritti e continua a crescere a gran velocità, fino a raggiungere i centomila. All’Asinara arrivano i primi giornalisti. Di lì a poco tutto il sistema mediatico italiano, e non solo, s’interessa alla lotta dei cassintegrati. L’attenzione cresce sempre di più. Il tam tam partito dalla Rete, però, ha anche risvolti negativi: l’Asinara diventa una vetrina per politici in cerca di voti e pubblicità facile. Nel libro si fanno nomi e cognomi: da Soru a di Pietro, da Pisanu a Romani. Tutti vanno a trovare i cassintegrati per esprimere la loro solidarietà, tutti fanno promesse che poi non mantengono. Lo sa bene Antonello Pinna, uno degli operai rimasti più a lungo nell’ex carcere dell’Asinara: «Cinquecento e più giorni sull’isola sono stati tanti. Non li abbiamo passati con tanta allegria. Pisanu è stato l’unico che è riuscito a farci parlare con Berlusconi, anche se non è servito a nulla. Ricordo ancora che, prima di congedarmi, dissi all’ex premier: “Nell’attesa di una risposta ce ne torniamo in galera”. Bè, non ci crederete, ma Berlusconi è stato capace di raccontarci una barzelletta perfino sulla galera».

Studenti e operai, l’unione fa la forza. Se i cassintegrati hanno l’idea innovativa di “far rumore” con forme di lotta fuori dal comune, Marco e Michele non sono da meno. I due giovani gestiscono la sponda mediatica della vicenda, permettono l’incontro tra generazioni e persone divise da grandi distanze, partono dalla vertenza sarda, per poi raccogliere sul blog le lotte di tutti i lavoratori italiani: «Da un anno a questa parte – spiega Azzu – abbiamo creato una piattaforma forte, che segue molte altre vertenze. C’era un buco informativo enorme – continua – e tutti venivano sul blog a dire la propria perché non avevano spazio per parlare». Non solo un’isola, dunque, ma una vera e propria “Penisola dei cassintegrati”, con una precisazione: «Non potremo mai sostituirci a sindacati e politici - afferma Marco –. Non possiamo trovare risposte immediate, però la consapevolezza è importante».

Vinyls: lieto fine o fine dei giochi? Pur certi che “Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”, Marco e Michele sanno che il finale del libro è ancora tutto da scrivere: molte delle lotte raccolte dal blog non si sono concluse. Tra queste, c’è anche quella degli operai della Vinyls di Porto Torres. Dopo mesi di trattative fallite, prima con Ramco, poi con Gita, la vertenza non è stata risolta e gli operai sono ancora a casa. Tuttavia, forse, un’ultima  speranza c’è. Lo conferma durante la presentazione del libro Tino Tellini, ex cassintegrato Vinyls e nuovo consulente della Pb Oil alle relazioni industriali e con gli enti locali. Finambiente-Pb Oil, gruppo legato alla chimica verde, ha, infatti, presentato una proposta al ministero dello Sviluppo economico per rilevare i 103 lavoratori della Vinyls. L’offerta potrebbe includere, in realtà, un numero maggiore di maestranze. Se così fosse, la “revolution”, almeno in questo caso, avrebbe un esito positivo. Visti i precedenti con Ramco e Gita, tuttavia, è meglio non abbassare la guardia, non solo per gli operai della Vinyls, ma anche per tutti i lavoratori asserragliati in qualche angolo dimenticato d’Italia. Che si tratti di una gru o di un carcere, poco importa.

 

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W
ottima recensione ;)<br /> Il tuo articolo è stato pubblicato anche qui: http://paper.li/Briccioledinfo/1320583376
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