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Il blog di Maria Elena Tanca

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I Paesi più felici del mondo

La corona va alla Norvegia

Come ogni anno, il Legatum Institute ha pubblicato l’indice della prosperità globale. L’indicatore calcolato dal think tank britannico si basa su uno studio effettuato nel 2012 su 142 Paesi, comprendenti il 96% della popolazione mondiale. Le nazioni sono classificate sulla base di 89 indicatori in otto categorie diverse, quali l’istruzione, il governo e l’economia. Uno dei fattori presi in considerazione è il Pil pro capite, ma il Legatum Institute ha cercato di andare oltre questa semplice misura. Così, i Paesi più felici sono quelli che coniugano istituzioni politiche stabili, una società civile con una forte libertà d’espressione, un livello d’istruzione elevato, una buona assistenza sanitaria e un generale sentimento di libertà e sicurezza.

In Norvegia finanze e gratificazione personale vanno di pari passo. La prima classificata vanta un Pil pro capite di 57 mila dollari all’anno. I norvegeesi si collocano inoltre al secondo posto per quanto riguarda il livello di soddisfazione sul proprio standard di vita: il 95% ha dichiarato di godere della libertà di scegliere che direzione imprimere alla propria esistenza e il 74% ritiene di potersi fidare degli altri.

Danimarca: opportunità e imprenditorialità

Periodicamente i sondaggi lo rivelano: i danesi si confermano uno dei popoli più felici del pianeta. Lo Stato più piccolo e meridionale della scandinavia è secondo nella classifica per il quarto anno consecutivo. Ha conquistato il punteggio più alto alle voci “imprenditorialità” e “opportunità”.

Svezia: felicità in crescita

La Scandinavia occupa tutto il podio dei Paesi più felici, perché la Svezia ha scalato la classifica dalla settima posizione guadagnata nel 2009 alla terza del 2012. Svetta (secondo posto generale) per imprenditorialità e opportunità, alle spalle della Danimarca. Anche se il livello d’istruzione è solo 12esimo tra tutti quelli valutati.

Australia: felice, ma poco sicura

La terra dei canguri non se la cava male. Si colloca al quarto posto nella classifica complessiva, grazie al livello d’istruzione e alla libertà personale dei suoi abitanti. Fa invece riflettere la posizione del Paese alla voce “sicurezza e tranquillità”: è appena 19esima nell’elenco.

Nuova Zelanda: l’istruzione prima di tutto

Fu il primo Paese al mondo a riconoscere il diritto di voto alle donne, nel 1893. Oggi la patria degli All Blacks è quinta nella classifica dei Paesi più felici del mondo. Si colloca al primo posto per livello d’istruzione e guadagna il secondo gradino alle voci “governance” e “libertà personale”. Peggio le voci economiche: si colloca solo 27esima.

Canada: più libertà per tutti

È il Paese più esteso del mondo dopo la Russia e anche il più libero. Pur collocandosi solo al sesto posto nella graduatoria dei Paesi più felici, ha guadagnato la vetta alla voce “libertà personale”. Cosa diranno i cugini statunitensi, che della libertà hanno fatto la loro bandiera? Peccato, però, che il Canada sia solo 16esimo per imprenditorialità e opportunità.

Finlandia: sicurezza e imprenditoria

Al settimo posto nella classifica generale, la Finlandia ha uno dei sistemi sanitari più efficienti del mondo ma alla voce “salute” è arrivata solo 12esima. Ha invece conquistato il terzo posto per sicurezza e tranquillità degli abitanti e anche per opportunità e imprenditorialità.

Paesi Bassi: non solo mulini a vento

Sono ottavi nella classifica generale e al sesto posto alle voci “capitale sociale” e “salute”. Secondo l’opinione di Christopher Helman di Forbes, il metodo usato dal Legatum Institute per misurare il livello del capitale sociale è problematico. Una delle voci riflette infatti la percentuale di cittadini che hanno frequentato un luogo di preghiera nella settimana passata. “Sono d’accordo sul fatto che molte persone avvertano un senso di coesione sociale recandosi in chiesa – dice –, ma molte ottengono lo stesso risultato andando a lezione di yoga o in spiaggia”.

 

Da Lettera43

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