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Il blog di Maria Elena Tanca

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Grillo ad Alghero: bagno di folla per il nuovo Messia

DSC_0554.JPGNel giorno in cui il Papa viene accolto da una folla entusiasta a Milano, un altro Papa, o forse un nuovo Messia, arringa una folla adorante e urlante ad Alghero. In piazza della Mercede, accanto all’omonima chiesa, Beppe Grillo presenta i grillini candidati alle elezioni municipali che si terranno in 64 Comuni sardi il 10 e l’11 giugno. In testa c’è la trentaseienne Giorgia Di Stefano, che corre per la poltrona di sindaco nel Comune della riviera del Corallo. Quella algherese è la prima tappa di Grillo e del movimento 5 Stelle. Domani sera si replicherà a Quartucciu, alle porte di Cagliari.

Fin dall’inizio il comico non le manda a dire. Non curante del fatto che il palco sia stato allestito accanto a una chiesa, rompe il ghiaccio con alcune battute sul Papa: “In una mezza piazza era circondato da numerosi guardaspalle – scherza –, così come il vescovo di Genova, che gira con quattro bodyguard. Se Gesù al posto dei 12 apostoli avesse avuto 12 bodyguard non lo avrebbero crocifisso e oggi non avremmo l’8 per mille”.

Il suo monologo, per quanto apprezzato dal pubblico che ride e applaude, è interrotto poco dopo da don Tonino Manca. Il parroco sale sul palco e tra i due inizia un botta e risposta degno del miglior film di Peppone e don Camillo. Il sacerdote non ha sentito le frasi sul Papa, ma è infastidito dalla musica e dalla voce del comico, che disturbano la messa e i fedeli. “Ti conosco da un sacco di tempo. Continua a fare il cabaret, però tu parli di libertà, ma non la rispetti perché qui c’è un popolo di Dio e ci avete disturbato per mezz’ora”. I grillini non sembrano gradire e iniziano a fischiarlo, chiedendogli a gran voce di andarsene. “Io non sono contro di te. Io ti conosco. Ti ricordi il Rock Cafè?”, continua don Manca. “Sì, sì. Lui spacciava”, gli risponde Grillo tra le risate generali.

Chiuso il siparietto con il parroco che se ne va tra i fischi, augurando all'Italia di farcela "nonostante Grillo", continua il one man show del comico, tra attacchi alla casta, alla stampa e a Pdl e Pd. “Tutti vogliono imitarci, stanno nascendo decine di liste, qui ad Alghero ne ho visto 25. Mi spaventa che inizino a parlare bene di me. Lo ha fatto anche Cicchitto, questa è la mia maledizione”. E sui giornalisti dice: “Perché pubblicano solo foto orrende di me? Non so più cosa sono, se un ex comico o un politico, ma loro mi hanno preso sul serio”.

Finalmente Grillo lascia la parola ai candidati in corsa per il consiglio comunale: “Alle mie spalle c’è la vera novità – spiega -. Il movimento 5 Stelle è un’idea di democrazia dal basso. Vogliamo far entrare un paio di ragazzi. Ognuno di loro si è messo in gioco. Ognuno di noi deve rischiare qualcosa”. Dopo l’elezione di un consigliere comunale a Sennori e un’altra sfiorata a Cagliari nel 2011 con Emanuela Corda, ora si guarda con fiducia ad Alghero e Quartucciu, soli due Comuni dov’è presente una lista targata 5 Stelle. Grillo spera di  bissare il successo riscosso a Parma, dove ha vinto il grillino Federico Pizzarotti, che si è imposto con il 60,2% dei voti.

DSC_0562.JPGNella serata non può mancare un appello ai sardi, affinché si liberino dai colonizzatori: “In Sardegna potreste vivere di cose meravigliose: avete cultura, turismo, sole e vento – spiega Grillo -. Dobbiamo solo cominciare a dire che quest’isola può essere autosufficiente in tutto. Trovatevi un Gandhi, anche un malato, ma che vi liberi. Poca gente vi sta rovinando la qualità della vita”. E continua: “Sapete perché siete straordinari? Perché nel dna avete un po’ dei genovesi, un po’ dei Doria che poi vi hanno svenduto agli aragonesi. Il debito l’abbiamo inventato noi. Il vostro sindaco ha solo comprato hedge fund, senza sapere neppure cosa sono e vi ha indebitato. Qui ad Alghero vogliono rovinare questa bellissima città costruendo alberghi e resort. Non c’è un Puc dal 1983, noi lo faremo”.

Poi una precisazione sul movimento 5 Stelle: “I sondaggi dicono cose non vere. Noi non siamo il secondo partito in Italia. E’ una calunnia, una menzogna. Noi siamo il primo movimento di cittadini. Facciamo un sondaggino qua? – domanda il comico – Se vi chiedessero chi di voi voterebbe Pdl o Pd?”. Si solleva un coro di “buu” e fischi, la risposta più eloquente possibile. “O fate un salto nel buio con noi o un suicidio assistito con questi qua”.

Riflessioni. Il popolo di Grillo applaude, forse non sa nemmeno il perché, certo è che è stufo marcio. E’ un popolo che vuole rompere con il passato, ma anche un gregge di parvenu che poco o nulla sanno della politica e di come si amministra un Comune.  Un salto nel buio può essere la soluzione? O rischia di affossare ancor di più un’Italia già pericolosamente in bilico sull’orlo di un precipizio? Di sicuro, alcune scene a cui ho assistito questa sera non mi fanno ben sperare. Più che un comizio quello di Grillo è stato un incrocio tra un concerto e una messa, una sorta di ibrido tra una Woodstock in salsa catalana e una domenica in piazza San Pietro. DSC 0567Un evento in cui la folla ha fatto a pugni per parlare con il suo beniamino, scattargli una foto col cellulare o parlargli dei suoi problemi e chiedere una “grazia”. Un fiume di gente ha accompagnato il comico dal palco fino alla macchina. La marea si spostava insieme a lui, cercando anche solo di toccargli la mano o quella cofana di capelli che si ritrova in testa. E, soprattutto, cercando di scambiarci due parole. Grillo ha aperto le acque come un novello Mosè ed è riuscito a farsi strada. Nel frattempo, tutti spingevano tutti: un po’ per vedere da vicino il Salvatore che li libererà, un po’ perché ricordano e apprezzano il Grillo comico, un po’ perché hanno un parente o un amico da “piazzare”. E “piazzare” dove? Magari proprio nel movimento 5 Stelle, ché altrove non sono riusciti a trovargli una collocazione. In fondo, anche quello di Grillo, è un popolo che vuole mangiare: via il vecchio e avanti con il nuovo, dicono, ma sempre di convitati al  grande banchetto della politica si tratta. E la fame, da quello che ho visto, ad Alghero è tanta. Se sapranno far bene, solo il tempo lo dirà. Certo è che, dal vaffanculo collettivo delle origini a oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata e il Movimento non sembra tanto un gruppo di  cittadini arcistufi di tutto, quanto un grande ufficio di collocamento. Checché ne dica Grillo, un film già visto.

P. S. Lo staff ha tenuto lontano i giornalisti, che a stento sono riusciti a fare una domanda al comico. In compenso i poveretti si sono presi un sacco di gomitate dalla fiumana di gente adorante. Un collega mi ha fatto notare che un simile rifiuto nei confronti della stampa l'aveva visto solo ai comizi della Lega.

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G
Amato o detestato! Nessuna via di mezzo per il mio 'compaesano' Grillo :-)
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